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Se non sei balbuziente ringrazia la natura, se lo sei, non disperare.
A tutto c'è un rimedio nella vita.
Istituto Villa BeniaChi ti parla è un ex-balbuziente, che ha sofferto per ben 18 anni tutti gli avvilimenti e le umiliazioni che questo difetto comporta. Anch'io come te ho pianto moltissime volte, sono stato deriso e schernito, ho visto errare sulle labbra di chi mi ascoltava un sorriso ironico e beffardo, ho disperato e maledetto il giorno della mia nascita. Quante volte da ragazzo mi hanno messo fuori dell’'aula perché, non potendo continuare la lettura o la lezione, pre­ferivo ammutolire per non suscitare le risa dei compagni!
Forse tu non hai perso ancora anni di studio, come li ho persi io, forse non hai ancora conosciuto tante rinunce; ma se così fosse, tranquillizzati, poiché tutto è finito.
Non sarai più segregato dall'umanità, non dovrai più rifuggire dalla compagnia, non sarai oggetto di scherno e di risa in società, non ti chiuderai più in te stesso e nei tuoi pensieri, non sarai più triste e nervoso: sarai come tutti gli altri.
Volendo puoi liberarli dal tuo difetto con la massima facilità. Basta volere. La cosa è molto più facile di quanto tu possa credere. La via giusta, infatti, è sempre la più facile, la più agevole.
Se tu mi sentissi parlare, dubiteresti delle mie parole, non crederesti mai che io, sino al diciottesimo anno, sia stato tormentato
da uno dei più gravi difetti di pronuncia. La mia balbuzie era spaventosa. Eppure eccomi qua, con una parola facile, sicura, disinvolta, con una rapidità tale nel parlare che pochi possono seguirmi, non solo nelle parole, ma anche nel pensiero. Tutti coloro che mi sentono non vogliono credere che io sia stato balbuziente,
pensano invece che abbia studiato oratoria, esercitandomi per molti anni.

Il Professore a Villa BeniaDopo la maturità classica nel 1938 strappata con i denti perché forte negli scritti, anche se negli orali perdevo dei colpi, mi ritrovai di fronte ad un bivio: iscrivermi all’università e continuare a subire le umiliazioni oppure rinunciare ai miei sogni e alle mie aspirazioni?
Non mi iscrissi all’università, mi ritirai invece in una piccola casa di campagna a meditare, a parlare ad alta voce, a declamare.
La mia balbuzie negli ultimi anni si era fortemente aggravata. Nei due anni che vissi quasi isolato, lessi innumerevoli pagine di classici parlando ad alta voce.
Dopo alcuni mesi di questi esercizi cominciai a parlare bene con i familiari, con gli amici e poi piano piano con tutti.
Perché declamando e parlando ad alta voce non visto da nessuno non balbettavo?
Perché nessuno con la presenza poteva intimidirmi, perché declamando sfioravo il canto. E’ infatti risaputo che nessun balbuziente, per quanto grave il suo disturbo, balbetta quando è solo, balbetta quando canta.
Intuii in tal modo che due erano le cause della balbuzie e di ogni disturbo del linguaggio: una psichica ed una fonica.
Il balbuziente infatti trova difficoltà solo quando è in presenza di persone che gli incutono soggezione, perché emozionato, perde il ritmo naturale che invece ritrova nel canto.
Ricordavo i consigli del mio professore di francese che, obbligandomi alla “liaison” non balbettavo mai nella lettura: mai balbettavo poi leggendo in metrica sia in greco che in latino, come pure nella recita delle poesie, perché nella scansione del verso si ritrova il ritmo, quel ritmo che il balbuziente ha perso sin dai primi anni per traumi infantili non superati. Centrai quindi il problema: se avessi voluto parlare come tutti, avrei dovuto superare lo stato emotivo e dare, alla frase parlata, il ritmo che conserva nel canto.
Erano stati individuati i due soli presupposti di ogni disturbo fonetico: la componente psichica e la componente fonica.
La balbuzie come mi era stato detto e ripetuto infinite volte, non dipendeva dal nervosismo o dalla difettosa respirazione, ma le cause erano ben più complesse, intime, traumatiche, psicologiche. Compresi che la balbuzie non risiedeva nella mia bocca, bensì nella mia mente, nel mio animo, ch’era solo di origine psico-traumatica, era un disturbo della personalità da cui derivava un disordine del linguaggio.
Erano l’ansia, il timore, il dubbio di non essere capace di parlare come tutti che determinavano delle anormalità espressive. Compresi che la balbuzie non aveva alcuna componente organica e fisiologica, che l’apparato fonatorio dei balbuzienti era nella piena normalità, ch’era solo un ‘impressione che non doveva diventare una fissazione.
Quando compresi ciò rafforzai il mio IO, la mia personalità, diventai sicuro, quasi aggressivo e con questa sicurezza la parola tornò nella sua pienezza.
Ai tempi intorno al 1940 di studiosi che si interessavano di aiutare i balbuzienti a risolvere il loro problema non ce n'erano. La balbuzie era considerata una nota caratteristica e umoristica. Pochi avevano capito la tragedia di chi non riesce ad esprimersi naturalmente. la maschera teatrale del "balbus" degli antichi romani, per far ridere, persisteva ancora.
Il metodo elaborato in seguito fu denominato psico-fonico: un perfetto amalgama tra la componente psichica per il rafforzamento del proprio IO e la parte fonica una particolare tecnica fonatoria basata sul canto.
Appena laureato in filosofia fui sollecitato, quasi costretto, dalle famiglie con bambini balbuzienti a ridare loro il dono divino della parola che qualche anno prima avevo ridato a me stesso.
Le prime esperienze, iniziate alla fine di settembre del '46, furono molto positive quasi miracolose tanto che nella prima quindicina del dicembre, sempre dello stesso anno, uscirono due grandi servizi giornalistici su "Il Corriere della Sera" e su "Il momento" di Roma. Mi definivano il taumaturgo della parola.
Per dieci anni corsi da una città all'altra per diffondere il mio metodo, ottenendo sempre risultati superiori ad ogni aspettativa. Nel '56 iniziai la meravigliosa realizzazione di un Istituto sulle colline di Rapallo, Villa Benia, in cui i giovani disturbati, lontani dalle preoccupazioni, dalle ansie familiari, potessero dedicarsi esclusivamente alla soluzione del loro problema, con corsi residenziali sfruttando al massimo la psicoterapia di gruppo e la continua presenza del corpo docente, scelto sempre fra ex curati.
Prof. V. MastrangeliMi ero laureato a fine luglio del 1946 e per l'inizio dell'anno scolastico avevo ottenuto un incarico di supplente per italiano, latino, storia e filosofia in un liceo parificato di Roma.
Ero a riposarmi nel mio paese natio in provincia di Frosinone, quando fui vivamente pregato dalle famiglie che avevano figli balbuzienti di dare loro un aiuto.
Mi chiesero naturalmente come avessi fatto a liberarmi da una gravissima balbuzie di cui loro ben si ricordavano e come mai parlavo meglio degli altri.
- Buona volontà, solo buona volontà.
- Sapresti aiutare i nostri ragazzi?
- Non penso, risposi. Ma si può provare.
I primi esperimenti che feci a Roma tra Piazza Verbano e Corso Trieste furono molto positivi, tanto che io stesso fui molto meravigliato.
La voce naturalmente si propagò e sempre su sollecitazione delle famiglie fui costretto a non dedicarmi all'insegnamento per ridare a quanti chiedevano il mio aiuto, il vitale dono della parola che qualche anno prima avevo ridato a me stesso.
Eravamo alla fine del settembre del 1946. Con i primi di dicembre sempre del 1946 il Corriere d'Informazione di Milano e il Momento di Roma mi dedicarono due ampi articoli chiamandomi il "taumaturgo della parola". Nel maggio del 1947 tentai un corso a Napoli di 11 giorni con 5/6 ore di lezioni al giorno e fu un grandissimo successo.
Anche a Napoli il giornale "Il Mattino", mi dedicò un sostanzioso articolo. Dopo Napoli tenni un corso a Bari, poi a Catania, a Palermo, a Messina rientrando dopo due corsi sempre a Roma dove avevo aperto in Via Biferno, nei pressi del parco Nemorense uno studio.
Davo i corsi di logoterapia correttiva sempre nei migliori alberghi e di provata serietà.
Nel febbraio del 1949 ottenni dal Ministero della Pubblica Istruzione un decreto "ad personam" che mi autorizzava ad applicare ovunque il "metodo psicofonico" per l'eliminazione della balbuzie.
Nell'estate del 1951 presi in affitto un villino a San Vito di Cadore sulle Dolomiti, a 10 Km. da Cortina per dare corsi residenziali con vitto e alloggio. Fu una vera rivoluzione. Vivendo sempre insieme ed io essendo sempre con loro si sfruttava al massimo la psicoterapia di gruppo e i risultati erano molto più celeri e duraturi.
Affinché quanti avevano frequentato con ottimi risultati i miei corsi non ricadessero nella balbuzie avevo inciso nel maggio del 1950 dei dischi di "musicoterapia vocale" affinché con un ascolto anche passivo per mezz'ora al giorno per 4/5 mesi arrivassero alla vera normalità espressiva e che la nuova parola diventasse meccanica, fisiologica, come in qualsiasi altra persona che non aveva disturbi nel linguaggio.
Ma in cosa consisteva il mio "metodo psicofonico" ora conosciuto come 'Metodo Mastrangeli" non solo in Italia, ma in tutto il mondo?
E' un perfetto amalgama tra azione psicologica per ridare fiducia e sicurezza al balbuziente che é sempre ansioso, timido, dubbioso di poter parlare con tutti. E una ristrutturazione della sua personalità, un rafforzamento del suo Io, e convincerlo che la balbuzie é solo un'impressione di cui deve liberarsi affinché non degeneri in fissazione.
Lo convinciamo che il suo apparato fonatorio é perfetto, funzionale, che la sua intelligenza é quasi sempre superiore alla media, che deve riacquistare solo la sicurezza in se stesso. A quest'azione psicologica fortissima va unita la parte fonica in cui si sfruttano tutte le proprietà terapeutiche del canto perché "cantando non si balbetta mai".
Nel 1951 detti uno dei primi libri sul fenomeno balbuzie dal titolo "Metodo psicofonico per l'eliminazione della balbuzie" edito dall'Istituto Cisalpino di Varese. Prima di me nessuno aveva scritto diffusamente di questo problema che veniva a volte trattato dai maestri dei sordomuti come difetto di pronuncia e non come disturbo prima della personalità e poi del linguaggio.
Di questo libro se ne sono fatte almeno 6/7 edizioni con i caratteri dell'edizione Tigullio e da qualche anno con quelli dell'Omega di Torino.
Fu una forte sollecitazione perché sul mio esempio vari altri autori scrissero sulla balbuzie e sul linguaggio. Fu proprio il mio libro dal titolo "Il linguaggio e la sua organizzazione" edito dalla Giunti Lisciani a dare il "la".
Un altro mio libro un po' giovanile, goliardico, con tante. esperienze salienti della mia lunga attività logoterapeutica ha per titolo: "La balbuzie? Noi l'abbiamo vinta".
A quanti con il mio insegnamento ho ridato con la scioltezza della parola una ragione di vita? Saranno forse oltre 80/90.000.
La nostra é ormai un'Istituzione e con me collaborano oltre a mia figlia Cristina dei logoterapeuti tutti ex balbuzienti laureati in pedagogia o in psicologia.
Nel 1956 sulle meravigliose e ridenti colline di Rapallo iniziò la grande e miracolosa avventura di un Istituto che molti ci invidiano per la sua magnifica posizione, affogato nel verde e nel più assoluto silenzio, ai piedi di Portofino Vetta. In quest'angolo di paradiso moltissimi oltre a ritrovare il divino dono della parola, ritrovano anzitutto se stessi.
Un altro mio libro "Dalle patologie del linguaggio ad una dizione artistica" dovrebbe essere dato prossimamente alla stampa . Sono infatti gli ex balbuzienti a cominciare da Demostene e da Cicerone nell'antichità, a diventare i più grandi oratori.
Ultimamente la Treccani per la nuova enciclopedia del Corpo ha chiesto la mia collaborazione su tre voci e cioè: "Fonazione, Logopedia, Mutismo".
Mi é gradito ricordare che siamo stati i primi ad organizzare ben 4 Congressi sulla balbuzie: due a Rapallo negli anni 78 e 79 e due a Roma nell'87 e nell'88. Il primo congresso a Roma dal titolo "Gli ex balbuzienti alla conquista di Roma" ottenne uno strepitoso successo e tutti i giornali ne scrissero lungamente, la televisione ci dedicò ampi servizi, fummo ospiti di Portobello del compianto Tortora e della trasmissione televisiva "Cordialmente" della Sampò.
Siamo stati i primi ad organizzare un congresso di musicoterapia e siamo stati i soli a tenere nel periodo estivo 6/7 corsi di psicofonia per le insegnanti di scuola materna ed elementare regolarmente riconosciuti dal Ministero della Pubblica Istruzione. E ora stiamo lottando affinché si avveri il mio sogno che coltivo da moltissimi anni e cioè "La prevenzione della balbuzie sin dalla scuola materna".
 

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