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| Esercizi balbuzie |
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Musicoterapia Vocale E' facile avere oggi presente l'immagine del monaco arancione che seduto nella posizione di meditazione pronuncia più volte lentamente e profondamente il suono OOOM ….. OOOM ….. OOOM. In questi riti il ritmo è lento, monódico per ottenere la massima concentrazione che serve alla mente e al corpo per ritrovare il suo equilibrio e benessere. Gli stessi principi della vocalizzazione come cura sembrano ritrovarsi in uno dei cardini della formula psicofonica del metodo Mastrangeli impiegato nella terapia della balbuzie. In tale formula riabilitativa è previsto l'impiego e l'esercizio della musicoterapia vocale: qui il prolungamento vocalico esercitato all'interno della parola (coome, quuando, proooonto) e successivamente della frase è paragonabile sia pure inserito in una logica occidentale al vocalizzo prolungato delle tecniche curative del Mantra Yoga. La musicoterapia vocale viene infatti realizzata dal soggetto in modo endogeno, cioè la fonte sonora nasce all'interno della persona e va a ristabilire naturalmente il ritmo respiratorio alterato e permette di ritrovare la musicalità della frase perduta. Si effettua inizialmente in modo orale ed è molto prossimo come tonalità alle monodie o salmodie che rilassano e predispongono alla quiete. Poi la voce del singolo trova individualmente la sua forza e la sua consapevolezza. Tutto ciò come nelle tecniche curative del Mantra Yoga richiede un coinvolgi mento della volontà, una dedizione e una concentrazione totale. Quali sono le risultanti endogene della musicoterapia vocale? La balbuzie produce nel soggetto una tensione muscolare cronica e nelle situazioni di maggior impegno verbale questa tensione aumenta per un'accelerata produzione di ormoni da stress (adrenalina, cortisol ecc.). Il modello musicoterapico presentato stimola il passaggio del sistema neurovegetativo del soggetto balbuziente da un interesse ortosimpatico (stato di vigilanza, tensione, stress tonico-emozionale) a un interesse parasimpatico (stato di quiete, ritorno dell'equilibrio tonico-emozionale). I muscoli contratti e rigidi dell'addome, del torace, delle spalle, del collo e della gola si sciolgono, si rilassano, si lasciano dolcemente andare al ritmo e alla melodia. Inoltre la sollecitazione data dalla musicoterapia vocale determina il coinvolgi mento dell'emisfero cerebrale destro: abbiamo quindi una collaborazione armonica tra l'area motoria sinistra che ha realizzato l'idea verbale e l'area motoria destra coordinatrice delle sequenze sonore. Ecco perché nella tradizione popolare il famoso "canta che ti passa". La musicoterapia vocale viene presentata e proposta in tempi successivi con riferimento sempre analogo al canto e alla musica: lento-adagio-andante. Non è l'immediata guarigione ma è la base fonica che esercitata nel tempo dà insieme alla ricostruzione psicologica la possibilità di mettersi in contatto con la propria voce tanto temuta. Si ritorna così attraverso la musicoterapia vocale a riappropriarci di uno dei mezzi più antichi di guarigione attraverso il suono: la nostra voce. |
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