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| Disturbi del linguaggio |
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Anomalie e difetti nella comunicazione verbale. I disturbi del linguaggio e la difficoltà di esprimersi Il linguaggio è il mezzo privilegiato della comunicazione, quello a cui diamo più importanza. Il bambino incomincia ad utilizzarlo in modo quasi esclusivo per comunicare, intorno ai 3 anni di età; prima di quel tempo la comunicazione avviene prevalentemente attraverso un linguaggio non verbale ( pianto, sorrisi, sonno, ect ). Le prime parole compaiono con il primo anno. A un anno e mezzo le prime frasi “monotermine” cioè con una sola parola “pappa”esprime un intera frase “voglio fare la pappa”. Certo è, che il bambino capisce molto di più di quello che riesce ad esprimere. Da adesso in poi il suo vocabolario si arricchisce continuamente ad una velocità sorprendente. A due anni, generalmente il bambino è in grado di pronunciare circa 200 parole, a tre anni ne possiede quasi 1000. La frase diventa sempre più articolata. Se questo non accade però, non dobbiamo allarmarci: se il bambino è in grado di comprendere ciò che gli viene detto, si può attendere il terzo anno di età per avere un quadro più chiaro della situazione. All’età di 36 mesi infatti, si hanno più elementi per poter distinguere tra i bambini con ritardo del linguaggio da quelli che invece, potrebbero sviluppare un disturbo specifico del linguaggio. Lo sviluppo del linguaggio, infatti, viene influenzato da diversi fattori: ambientali, l’età di inserimento a scuola, la presenza di fratelli o sorelle, la stimolazione che il bambino riceve in famiglia, il grado di socializzazione, ect. Mentre il ritardo del linguaggio è considerato un disturbo transitorio che andrà, con adeguati stimoli, a risolversi positivamente, la situazione è diversa quando il bambino presenta un disturbo del linguaggio vero e proprio. Ma cosa sono i disturbi del linguaggio? I disturbi del linguaggio indicano un gruppo eterogeneo di difficoltà nell’espressione, nella fonazione, nell’articolazione e/o nella comprensione del linguaggio. Compaiono in età pre- scolare e possono manifestarsi da soli o in associazione ad altri disturbi ( disturbi dell’apprendimento, deficit di attenzione, iperattività).In questo caso si parla di disturbi del linguaggio secondari. Quando invece abbiamo la presenza esclusiva di difficoltà riferite alla fonazione, parliamo di disturbi specifici del linguaggio stesso. Segnali che ci devono allarmare in caso di ritardo del linguaggio: 1) ritardo nello sviluppo di altre funzioni quali ad es. a tenere su la testa, a stare seduto, a camminare, ect 2) se non reagisce a rumori e a suoni 3) comportamenti troppo tranquilli, scarsa o assente interazione con l’ambiente. 1) parlare lentamente, articolando bene le parole e usando parole semplici e frasi corte. 2) Mantenere mentre si parla il contatto visivo. 3) associare la comunicazione alle attività quotidiane: mangiare, lavarsi, vestirsi, ect 4) garantire un ambiente sereno dove il bambino percepisca fiducia in questo modo crescerà la voglia di comunicare 5) Necessità di un ambiente stimolante ricco di elementi e esperienze cariche di sensazioni che il bambino abbia voglia di descrivere e quindi comunicare.
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Disturbi del linguaggio


