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La complessità della balbuzie
La balbuzie è un fenomeno del linguaggio molto complesso che raggruppa manifestazioni diverse: esitazioni, interruzioni, blocchi verbali e ripetizione della consonante iniziale

Sanihelp.it - La dottoressa Cristina Mastrangeli, è la responsabile del metodo Villa Benia, il primo centro in Italia a essersi dedicato allo studio e alla ricerca delle terapie di intervento sul problema balbuzie.
Il fondatore del centro, il professor Vincenzo Mastrangeli sperimentò con successo sin dal 1948, prima su di sé poi su altri, la terapia riabilitativa della parola. In oltre cinquanta anni di attività, oltre cinquantamila giovani e non più giovani sono usciti dall'avvilente disturbo. Con la facilità di parola hanno riacquistato la gioia, l'entusiasmo e una ragione di vita inserendosi felicemente nella società

La dottoressa Mastrangeli ci racconta quali sono le peculiarità di questo disturbo: «Caratteristica di questo disturbo è l’andamento periodico, il presentarsi in circostanze particolari e ben precise, nelle quali il soggetto non riesce a controllare l’ansia scatenata da persone o situazioni che gli incutono timore ( presentazioni, colloqui, interrogazioni, ecc). Le cause non sono state ancora del tutto chiarite. È confermata una predisposizione ambientale ereditaria comprovata da storie famigliari di balbuzie. Circa il 75% dei balbuzienti, infatti, ha parenti che balbettano e le probabilità di avere un figlio balbuziente sono più numerose se almeno un genitore balbetta, in particolare la mamma».


Balbuzie in età infantile
Spesso la balbuzie si presenta fin da bambini, la dottoressa Cristina Mastrangeli, responsabile del metodo Villa Benia, ci spiega come affrontarla.

Sanihelp.it - «In età infantile, tra i due e i cinque anni, la balbuzie è un fenomeno molto diffuso: circa un bambino su venti manifesta disfluenze o balbuzie lieve che tendono a risolversi con la crescita e la maturazione.
Mostrarsi ansiosi, preoccupati angosciati è l’atteggiamento che maggiormente influisce sul radicarsi del disturbo. Se il bambino tende a balbettare non bisogna assolutamente: sgridarlo, parlare al suo posto, nell’errato intento di aiutarlo, fare paragoni con i coetanei che parlano bene, esortarlo continuamente a parlare adagio.
In tre bambini su quattro si ha una scomparsa naturale del problema: secondo le statistiche l’incidenza percentuale è dell’1% sulla popolazione adulta. La balbuzie colpisce in maniera permanente quattro volte di più i maschi che le femmine, forse perché la maggiore estensione dell’area del linguaggio nelle donne avrebbe un'efficace attività compensativa.

A sei sette anni la balbuzie si può cronicizzate per la concomitanza di vari fattori: il confronto con altri bambini che possono prendersi gioco di lui, gli atteggiamenti non adeguati da parte degli insegnanti, l’ansia dei genitori che cresce. La balbuzie allora si evolve condiziona e inquina molti aspetti della personalità».

L'emotività del balbuziente
La balbuzie è un fenomeno complesso che spesso crea disagio in chi ne soffre. la dottoressa Cristina Mastrangeli, del metodo Villa Benia, ci spiega meglio questa condizione.

Sanihelp.it - «La persona influenzata dalle sue difficoltà verbali viene limitata nelle sue aspirazioni e nei suoi rapporti sociali, penalizzata nell’esprimere le sue potenzialità: manifesta forte ansia e tensione anche al solo pensiero di dover parlare.
Dalla maggior parte delle persone che presentano questo disturbo, la balbuzie viene vissuta come un tabù, una vergogna da nascondere e mascherare il più possibile agli altri. Per proteggersi il balbuziente manifesta frequentemente atteggiamenti di rinuncia, fuga, mascheramento delle difficoltà.
A livello emotivo sviluppa spesso rabbia verso se stesso, aggressività mascherata o manifesta verso gli altri, vergogna per le prese in giro, sensi di colpa per non essere in grado di esprimersi che determinano in lui scarsa autostima.
Le reazioni più comuni infatti sono: chiusura, rabbia, senso di impotenza, sfiducia, vergogna, imbarazzo, senso di colpa. Se la persona ha la volontà di affrontare il problema con costanza e determinazione con l’aiuto di specialisti si può arrivare a risolvere questo disagio o comunque a compiere buoni passi avanti per giungere alla piena normalizzazione espressiva.

Nelle terapie con i bambini noi riteniamo che sia importante la presenza dei genitori perché anche loro siano in grado di affrontare e comprendere positivamente le manifestazioni del disturbo.

 

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