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| Balbuzie Infantile |
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Dalle statistiche risulta che i soggetti balbuzienti rappresentano l’1% della popolazione adulta mentre, nei bambini piccoli L’altro tipo, definita “reale-effettiva” è di diversa origine e natura. Nella quasi totalità dei casi espressione di un disagio emotivo-psicologico che il bambino sta vivendo in quel periodo. - il primo tipo ha un andamento e una manifestazione costante, non evidenzia una forte severità dei blocchi e delle ripetizioni, il comportamento del bambini presenta un buon adattamento alla realtà; non c’è tensione o spasmo. - il secondo tipo può manifestarsi gradualmente oppure può comparire all’improvviso in modo violento. Spesso siamo in presenza di un evento scatenante: spavento, trauma, ospedalizzazione, allontanamento dall’ambiente famigliare, nascita di un fratellino, ingresso all’asilo, ect. Ha un andamento periodico, i periodi di fluenza verbale variano nella durata che può essere di minuti, settimane, persino mesi. Si evidenzia nei momenti di eccitazione sia positiva che negativa e la produzione del suono viene sempre accompagnata da una certa tensione. Non solo con il linguaggio ma anche con i comportamenti, il bambino esprime il momento di disagio interiore La maggior parte dei genitori, in particolar modo la madre, o il genitore che presenta o ha presentato lo stesso disturbo, vive in modo eccessivamente ansioso le difficoltà verbali del figlio e involontariamente metteno in atto tutta una serie di pressioni che facilitano il suo perdurare. Per questo, in questa fascia d’età, i genitori sono le persone che devono essere maggiormente aiutati dagli esperti per far si che una difficoltà nel bambino non diventi un problema nell'adulto.
Con la scolarizzazione, la balbuzie entra in diretto contatto con il sociale e per la maggior parte dei bambini che presentano ancora difficoltà verbali l’ingresso nella scuola, rappresenta un momento molto critico. E’ in questo periodo che si rende conto che nel suo modo di parlare c’è "qualcosa che non va"; putroppo tale consapevolezza passa attraverso la derisione e la presa in giro dei compagni, e a volte, anche la non comprensione da parte della maestra.
La balbuzie nasce in famiglia, si rafforza in famiglia ma raramente si supera solo in famiglia. Il ruolo della scuola è delicato perché può aumentare o diminuire i vissuti negativi intorno al problema. Nella maggior parte dei casi, generalmente fino agli otto anni, il bambino ha scarsa consapevolezza e coscienza del suo disturbo e non ha ancora sviluppato forti sentimenti negativi in relazione alla sua parola. Verso la terza elementare, nella maggior parte inizia a essere presente questa consapevolezza, cresce l’ansia di fronte a prestazioni verbali, la paura di essere derisi e “il parlare” in certe occasioni, comincia ad essere vissuto come un “pericolo”. Questi sentimenti negativi si accentuano in maniera esasperata e si amplificano nel periodo delle scuole medie che per molti rappresenta l'inizio di un vero e proprio “ calvario”. In questo periodo inizia a valutarsi in rapporto a “come parla,” inizia a chiudersi in se stesso, finge indifferenza di fronte al problema e nega la sofferenza che ciò comporta. In classe molte volte, evita di intervenire, nelle interrogazioni pur sapendo le cose preferisce fare scena muta, per non suscitare le risa dei compagni anche se ciò gli costa ...un brutto voto! Tutto ciò influenza la valutazione, il rendimento e provoca spesso l'abbandono scolastico negli anni successivi. Per tutti coloro che soffrono di balbuzie non è sempre cosi ma ...purtroppo è la storia di molti. |
Balbuzie Infantile




